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Norvegia in auto - Le isole Lofoten e Vesterålen. Viaggio di 6 giorni, valido dal 01/05/2012 al 31/12/2012, a partire da 830 Euro (voli esclusi). I prezzi di questo viaggio non sono più validi, contattaci per avere una quotazione aggiornata. |
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Norvegia » Svolvær
 | L'arcipelago delle isole Lofoten, nella Norvegia settentrionale, durante tutto l'anno offre al viaggiatore più attento un'inedita varietà di scenari naturali, colori e profumi di straordinaria intensità. In estate i villaggi sull'acqua ai piedi di vette a strapiombo sul mare sembrano dipinti dalla luce rossastra del Sole di mezzanotte. In inverno i colori ondeggianti dell'Aurora Boreale creano un'atmosfera magica nell'irreale tranquillità della notte artica; tra Febbraio e metà Aprile si può cogliere l'essenza più autentica dell'arcipelago e dei suoi abitanti, impegnati nella frenetica attività della grande pesca al merluzzo. I "rorbu", le caratteristiche case a palafitta sui fiordi, rappresentano una sistemazione ideale per il vostro soggiorno alle Lofoten. L'arcipelago è raggiungibile in circa 2,5 ore di volo da Oslo oppure da Bodø, via mare, con il Postale dei Fiordi che attracca tutti i giorni a Stamsund e Svolvær. |
Norvegia » Svolvær » le orche delle isole Lofoten
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| | Il Tysfjord e il Vestfjord si trovano circa 200 km a nord del Circolo Polare, tra le
isole Lofoten e la costa norvegese. Questa parte della Norvegia artica, durante la stagione invernale è caratterizzata da uno spettacolare insieme di profondi fiordi
circondati da ripidi rilievi montuosi da bianche cime innevate,
illuminate dai colori ondeggianti dell'aurora boreale.
Grazie all'influsso della Corrente del Golfo, le acque del fiordo,
così come quelle che bagnano tutta la costa norvegese, non
ghiacciano durante i mesi invernali ed ospitano la migrazione
di numerose specie ittiche; tra queste spiccano indubbiamente
le aringhe, la cui consistenza è stimata in svariati milioni di
tonnellate.
Ogni anno, tra ottobre e gennaio, in queste acque ha luogo la più grande
concentrazione al mondo di orche, attirate proprio dagli sterminati
banchi di aringhe che costituiscono la principale risorsa
di cibo per questi grandi cetacei.
Dal 1986 i ricercatori norvegesi hanno censito oltre 500 esemplari,
ne hanno studiato le caratteristiche, le abitudini e la singolare
tecnica di pesca: con movimenti rapidi e sincronizzati i banchi
di aringhe vengono spinti verso la superficie per essere colpiti
dai micidiali colpi di coda delle orche che consumano poi in
tutta tranquillità il prelibato pasto. Contemporaneamente, fitti
stormi di aquile marine sorvegliano dall'alto le battute di caccia,
per cibarsi degli “avanzi” lasciati dai cetacei. |
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